| Eruzioni dell'Etna |
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| mercoledì 22 agosto 2007 | |
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Sono innumerevoli le eruzioni nella storia dell'Etna e per meglio fare una distinzione possiamo classificarle in due categorie, "Eruzioni Antiche", ed "Eruzioni Moderne". "Le Eruzioni antiche" - Quelle che sono state segnalate sono appena 135, un numero molto limitato se si considera il grande lasso di tempo che si prende in considerazione. La spiegazione probabilmente è dovuta al fatto che le popolazioni antiche annotavano soltanto le eruzioni più grandi, quelle che impressionavano di più. Sicuramente l'eruzione che viene ricordata maggiormente è stata quella del 396 A.C., che giunse fino a mare. Altra eruzione da segnalare è quella che ebbe inizio nel 1329, che arrivò fino ad Acireale e minacciò pure Catania. Nel 1381, invece di essere minaccia, Catania fu raggiunta dal magma incandescente che arrivò anche stavolta in mare. "Le Eruzioni moderne" - Senza alcun dubbio, fra le eruzioni che rientrano in questa categoria, la più importante e famosa è quella del 1669. Essa ebbe inizio l'undici di marzo, quando si formò nel terreno una frattura che dal paese di Nicolosi raggiungeva quasi il cratere centrale. A valle della frattura si aprirono diverse bocche che man mano formarono delle montagnole, i famosi Monti Rossi, e proprio in quella zona cominciò a fuoriuscire un immenso fiume di magma che raggiunse e distrusse una parte della città di Catania, fino a spingersi verso il mare ed inoltrandosi per oltre 6 km. Altra eruzione degna di nota è quella del 1811, che diede forma a Monte Simone, in piana valle del Bove; quella del 1852 che minacciò seriamente l'abitato di Zafferana Etnea; quella del 1865 nei pressi di Monte Frumento; quella del 1883 e 1886 quando la lava si spinse fino a Nicolosi e quella del 1892, che formò i famosi Monti Silvestri, situati circa a 1900 metri di quota, nei pressi del piazzale del Rifugio Sapienza, sul versante Sud dell'Etna. Altre eruzioni degne di nota sono quelle del 1908 (durata solo 8 ore), del 1910 che minacciò Belpasso, e del 1911 quando la lava minaccio il fiume Alcantara. Senza togliere nulla alle eruzioni sopra citate, sicuramente una delle più importati eruzioni del 1900 è stata quella che ha distrutto l'abitato di Mascali nel 1928, quando dopo diversi giorni di eruzione, la lava sgorgo da una fenditura posizionata intorno a quota 1000 metri, e che in pochissimo tempo tempo raggiunse Mascali, precisamente nei giorni del 6/7 Novembre del 1928. Altre eruzioni più o meno intense si sono verifica tra il 1947 ed il 1966. Nel 1971, vi fu un'eruzione che distrusse sia il vecchio Osservatorio Astronomico, sia in parte la Funivia, nel versate Sud. Successivamente, sempre durante la stessa eruzione, si aprirono diverse bocche effusive anche a quote relativamente basse, che minacciarono seriamente i centri abitati di Fornazzo e Sant'Alfio.Proprio nel 1971, si formo il quarto cratere sommitale, ossia il cratere di Sud/Est. Proprio quest'ultimo negli ultimi anni è stato il vero protagonista sull'Etna. Infatti come molti ricorderanno, sia alcuni anni fa, sia nell'estate del 2001 (prima della grossa eruzione di cui parleremo in appresso) il cratere di Sud/Est, è stato interessato da un'intensa attività sia effusiva che esplosiva. La cosa strana è data dal fatto che si assisteva ad intensissime e violente esplosioni con conseguenti fontane di lava e relativa colata (che si riversava nella Valle del Bove) che avevano breve durata (questione di poche ore), e che queste fasi così intense oltre ad essere di breve durata, si ripetevano a cadenza quasi regolare, con intervalli di tempo che variavano da uno a due giorni. Tutto ciò non ha fatto altro che far aumentare rapidamente l'altezza del cratere di Sud/Est. Ovviamente ogni qualvolta si verificavano delle fasi eruttive, si assisteva a veri e propri pellegrinaggi da parte di curiosi e turisti, "catturati" e "affascinati" dalla spettacolarità dei fenomeni, caratterizzati spesso da violenti boati udibili a parecchi chilometri di distanza. Da sottolineare come spesso, complice il vento, le ceneri o la sabbia vulcanica espulsa dall'Etna, va a depositarsi sui paesi e le città che sorgono alle pendici del vulcano, creando non pochi problemi anche alla circolazione, non solo in città, ma a volte anche nell'aeroporto di Catania, con conseguente chiusura dello scalo e notevoli disaggi per i passeggeri.Piano Provenzana (Etna Nord), si trova a quota 1810 metri sul livello del mare. Arrivando da Zafferana Etnea, lungo la strada, denominata "Mareneve", si trova il bivio per arrivare al Rifugio Citelli, posto alla quota di 1741 metri sul livello del mare e ricadente nel territorio di Sant'Alfio. Piano Provenzana è molto frequentato da turisti italiani e stranieri, sia nella stagione invernale ma soprattutto in estate, per poter ammirare da vicino il Vulcano più alto d'Europa. Forse non tutti sanno che l'Etna è anche una stazione sciistica, che snoda le sue piste da 1810 metri fino a circa 2000 metri di quota. Il tutto immerso in un paesaggio unico al mondo. Infatti mentre si scia si può osservare il mar Jonio, Taormina, e persino le coste della Calabria. |
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