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Mag

Itinerari - Monte nero degli zappini

 Monte Nero degli Zappini

 

Monte Nero degli Zappini.

E' il primo Sentiero-Natura realizzato nel Parco. Inizia nei pressi del Grande Albergo e offre una sintesi di alcuni dei più interessanti ambienti naturali della zona: campi lavici antichi e recenti, hornitos, formazioni boschive naturali e artificiali.

  • Lunghezza circa 4 Km

  • Escursione facile.

                               
                                
MONTE        NERO DEGLI ZAPPINI
     

 

                                                                                                                                                                                                                                                                     

Caratteristiche:

 

Difficoltà:

escursione          facile

Quota          di partenza:

1740          m/slm

Dislivello:

200          m

Lunghezza          del percorso:

circa          4 km

Tempo          di percorrenza:

h.          2,30 circa

Punti          di osservazione:

 

Localizzato nel versante     sud dellEtna, a pochi chilometri dai crateri sommitali, è     il primo sentiero-natura realizzato nel Parco.

     Accedendo dal pianoro ad ovest di Monte Vetore nei Pressi del Grande     Albergo dellEtna, Il sentiero si sviluppa per intero allinterno     del demanio forestale e offre una sintesi di alcuni dei più     interessanti ambienti naturali della zona: campi lavici antichi     e recenti, hornitos, formazioni boschive naturali e artificiali,     pini isolati di di eccezionale imponenza e bellezza; raggiunge il     Giardino botanico “Nuova Gussonea”, fra i più estesi     e importanti che si conoscano. Da qui, percorrendo una strada asfaltata,     si ritorna al punto di partenza. Invece che proseguire per la strada     asfaltata si può percorrere la pista che conduce al vivaio     e, camminando allombra, si può osservare il cambio di vegetazione     dal Pino al Castagno e alla Rovella.

     Lungo il sentiero dei pilieri in pietra lavica con sovrimpressi     i numeri da 1 a 11 segnalano i Punti di Osservazione con caratteristiche     particolari.

                                                                                                                                                                                           
 

   

P.O. 1 La sciara     dello zappino

      Prima di arrivare al punto in cui vi trovate, avrete avuto modo di avere      una visioni delle pendici meridionali dell'Etna con i conetti secondari      di monte Nero e monte Nero degli Zappini. Le prime piante incontrate sono      ginestre, pioppi, spinosanto (astragalo) e ginepro. Man mano che salite      potrete osservare la sovrapprosizione di lave di vari periodi con diverso      grado di colonizzazione vegetale.

 

P.O.     2 Le colate

     Di fronte a voi è ben visibile la colata lavica del 1985. Sulla lava     "fresca" si sono già insediate le prime forme di vita vegetale,     ma non tarderanno a venirne altre.

     In questo ambiente è possibile osservare numerosi passeriformi tra     cui il culbianco e il codirosso spazzacamino e qualche rapace.

P.O.     3 Il conetto

     Sulla sinistra un piccolo conetto vulcanico dalla particolare struttura,     in gran parte costituito da accumuli di scorie saldate e aperto lateralmente     dal canale lavico. Sulla destra un grande pino laricio rinsecchito, a causa     della colata lavica di qualche anno fa (1985). In questa zona è presente     la coturnice.

 

P.O.     4 Il cannone

     Pare un sarcofago adagiato all'ombra di un pino, creatosi in seguito al     raffreddamento della lava attorno ad un tronco. In questo modo si è     venuto a formare un cilindro cavo.

P.O.     5 L'ovile

     Alle vostre spalle avete un tappeto di ginepri, e poi pini larici e ginestre.     Dal balcone naturale dal quale vi affacciate si vede un ovile e un piccolo     invaso che assicura approvvigionamento idrico al giardino botanico. Testimonianza     di un'attività che ancora caratterizza l'area etnea, l'ovile, realizzato     in pietra lavica, è contornato da un recinto per riparare il bestiame.     Da questo punto il paesaggio cambia, ci si comincia ad avvicinare al bosco.

 

P.O.     6 I faggi

     Sono ben visibili alcuni esemplari di faggio che si distinguono nettamente     in qualunque stagione dai pini circostanti.

     Sull'Etna il faggio raggiunge la più elevata quota di sopravvivenza     oggi conosciuta (2.250 m/slm)

 

P.O.     7 Il sentiero dei pastori

     Dopo l'attraversamento del greto di un torrente si è al centro di     una zona intensamente pascolata, caratterizzata da una vegetazione dominata     dallo spino santo e dal ginepro.

     Qui è possibile incontrare il codirossone.

 

P.O.     8 La radura delle ginestre

     Lasciata alle spalle una recinzione con filo spinato che protegge dal morso     del bestiame il bosco, ci si trova in una piccola radura alberata che, nella     prima estate, presenta delle splendide fioriture giallo oro tipiche della     ginestra. Questa specie è ottima colonizzatrice delle lave e svolge     un ruolo fondamentale per la disgregazione del terreno e per la preparazione     dello stesso all'insediamento di vegetali più esigenti.

     Lungo tutto il percorso sono sempre più evidenti tracce di coniglio     selvatico che spesso è predato dalla volpe.

 

P.O.     9 Il bosco

     Il sentiero penetra sempre più profondamente nel bosco di pino laricio,     la vegetazione si infittisce e sotto ai pini più vecchi, piuttosto     radi, crescono centinaia di alberelli indicativi di una buona rinnovazione     del bosco. Questo evento è reso possibile perché al bestiame     viene impedito di entrare e di divorare le piantine appena nate. Ponendo     attenzione si possono udire i canti delle cince more, piccoli uccelli acrobatici     legati alla presenza del pino laricio. Presenti anche il picchio rosso maggiore     e il colombaccio e raramente il crociere.

P.O. 10     Il giardino botanico "NUOVA GUSSONEA"
     Dopo essere usciti dal bosco ed avere percorso una larga pista forestale     ci si trova di fronte al cancello del giardino botanico Nuova Gussonea,     importantissimo luogo di studio dove si stanno ricreando tutti i principali     ambienti che caratterizzano il territorio etneo e dove è possibile     osservare associazioni vegetali non incontrate lungo il percorso. Questo     giardino, realizzato dall'Università degli Studi e dell'Ispettorato     Ripartimentale delle Foreste di Catania, meriterebbe una visita dedicata     solo ad esso.

     

P.O. 10       bis Le roverelle
       Se disponete di un mezzo che può riportarvi al punto di partenza,       vi consigliamo di dirigervi presso questa stazione. Potrete così       prolungare la vostra passeggiata nel bosco e potrete osservare il variare       del paesaggio vegetale. Da questo punto sono ben visibili esemplari di       roverella che è una delle specie più diffuse sull'Etna assieme       al castagno. Questo ambiente è un luogo ideale per la nidificazione       dell'upupa.

 

P.O.     11 Le cave

     Questo punto di osservazione è localizzato lungo una strada che si     spera nel prossimo futuro di trasformare in sentiero. Per adesso bisogna     necessariamente percorrerla per arrivare al punto di partenza. Da qui avete     una testimonianza del primo tentativo storico, compiuto nel 1983, di modificare     il corso di una colata. Dalle cave e dagli squarci, infatti, che vedete     tutto intorno è stato prelevato del materiale che è servito     per la costruzione degli argini utilizzati per contenere l'espansione laterale     della colata lavica. Da quando è stato istituito il Parco, questo     tipo di interventi non sono più consentiti a meno che non ci sia     una minaccia gravissima ai centri abitati.Consigli e attrezzatura:

     E' consigliabile percorrere il sentiero nelle stagioni primaverili ed autunnali     preferendole all'estate, troppo calda ed all'inverno spesso caratterizzato     da nevicate improvvise.

     Curare labbigliamento in funzione del clima e del particolare morfologia     del terreno: il vestiario dovrebbe essere comodo, tanto da consentire libertà     di movimento, ma robusto per evitare graffi. Le scarpe potranno essere più     o meno pesanti purché fornite di una buona suola per affrontare il     terreno lavico.

     Non uscire dal sentiero segnalato. Potreste recare disturbo alla vegetazione     ed agli animali.

     Il sentiero attraversa unarea protetta. Non buttare carta ed oggetti, non     estirpare o danneggiare piante, non raccogliere fiori, non accendere fuochi.     Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga     del vostro passaggio.

    

Consigli      e attrezzatura:
      Vista la presenza di varie specie volatili vi invitiamo a percorrere il      sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna presente al momento      e di osservare la stessa dai capanni. E' indispensabile l'uso di un binocolo      e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie.
      Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa unarea protetta.      Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,hich non      raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà      il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio.

   

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