Itinerari - Monte nero degli zappini
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Monte Nero degli Zappini. E' il primo Sentiero-Natura realizzato nel Parco. Inizia nei pressi del Grande Albergo e offre una sintesi di alcuni dei più interessanti ambienti naturali della zona: campi lavici antichi e recenti, hornitos, formazioni boschive naturali e artificiali.
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![]() | Localizzato nel versante sud dellEtna, a pochi chilometri dai crateri sommitali, è il primo sentiero-natura realizzato nel Parco. Accedendo dal pianoro ad ovest di Monte Vetore nei Pressi del Grande Albergo dellEtna, Il sentiero si sviluppa per intero allinterno del demanio forestale e offre una sintesi di alcuni dei più interessanti ambienti naturali della zona: campi lavici antichi e recenti, hornitos, formazioni boschive naturali e artificiali, pini isolati di di eccezionale imponenza e bellezza; raggiunge il Giardino botanico “Nuova Gussonea”, fra i più estesi e importanti che si conoscano. Da qui, percorrendo una strada asfaltata, si ritorna al punto di partenza. Invece che proseguire per la strada asfaltata si può percorrere la pista che conduce al vivaio e, camminando allombra, si può osservare il cambio di vegetazione dal Pino al Castagno e alla Rovella. Lungo il sentiero dei pilieri in pietra lavica con sovrimpressi i numeri da 1 a 11 segnalano i Punti di Osservazione con caratteristiche particolari. | ||||||||||||||||
![]() | P.O. 1 La sciara dello zappino Prima di arrivare al punto in cui vi trovate, avrete avuto modo di avere una visioni delle pendici meridionali dell'Etna con i conetti secondari di monte Nero e monte Nero degli Zappini. Le prime piante incontrate sono ginestre, pioppi, spinosanto (astragalo) e ginepro. Man mano che salite potrete osservare la sovrapprosizione di lave di vari periodi con diverso grado di colonizzazione vegetale. |
P.O. 2 Le colate Di fronte a voi è ben visibile la colata lavica del 1985. Sulla lava "fresca" si sono già insediate le prime forme di vita vegetale, ma non tarderanno a venirne altre. In questo ambiente è possibile osservare numerosi passeriformi tra cui il culbianco e il codirosso spazzacamino e qualche rapace. | |
![]() | P.O. 3 Il conetto Sulla sinistra un piccolo conetto vulcanico dalla particolare struttura, in gran parte costituito da accumuli di scorie saldate e aperto lateralmente dal canale lavico. Sulla destra un grande pino laricio rinsecchito, a causa della colata lavica di qualche anno fa (1985). In questa zona è presente la coturnice. |
P.O. 4 Il cannone Pare un sarcofago adagiato all'ombra di un pino, creatosi in seguito al raffreddamento della lava attorno ad un tronco. In questo modo si è venuto a formare un cilindro cavo. | |
![]() | P.O. 5 L'ovile Alle vostre spalle avete un tappeto di ginepri, e poi pini larici e ginestre. Dal balcone naturale dal quale vi affacciate si vede un ovile e un piccolo invaso che assicura approvvigionamento idrico al giardino botanico. Testimonianza di un'attività che ancora caratterizza l'area etnea, l'ovile, realizzato in pietra lavica, è contornato da un recinto per riparare il bestiame. Da questo punto il paesaggio cambia, ci si comincia ad avvicinare al bosco. |
P.O. 6 I faggi Sono ben visibili alcuni esemplari di faggio che si distinguono nettamente in qualunque stagione dai pini circostanti. Sull'Etna il faggio raggiunge la più elevata quota di sopravvivenza oggi conosciuta (2.250 m/slm) | |
P.O. 7 Il sentiero dei pastori Dopo l'attraversamento del greto di un torrente si è al centro di una zona intensamente pascolata, caratterizzata da una vegetazione dominata dallo spino santo e dal ginepro. Qui è possibile incontrare il codirossone. | |
P.O. 8 La radura delle ginestre Lasciata alle spalle una recinzione con filo spinato che protegge dal morso del bestiame il bosco, ci si trova in una piccola radura alberata che, nella prima estate, presenta delle splendide fioriture giallo oro tipiche della ginestra. Questa specie è ottima colonizzatrice delle lave e svolge un ruolo fondamentale per la disgregazione del terreno e per la preparazione dello stesso all'insediamento di vegetali più esigenti. Lungo tutto il percorso sono sempre più evidenti tracce di coniglio selvatico che spesso è predato dalla volpe. | |
P.O. 9 Il bosco Il sentiero penetra sempre più profondamente nel bosco di pino laricio, la vegetazione si infittisce e sotto ai pini più vecchi, piuttosto radi, crescono centinaia di alberelli indicativi di una buona rinnovazione del bosco. Questo evento è reso possibile perché al bestiame viene impedito di entrare e di divorare le piantine appena nate. Ponendo attenzione si possono udire i canti delle cince more, piccoli uccelli acrobatici legati alla presenza del pino laricio. Presenti anche il picchio rosso maggiore e il colombaccio e raramente il crociere. | |
![]() | P.O. 10 Il giardino botanico "NUOVA GUSSONEA" P.O. 10 bis Le roverelle |
P.O. 11 Le cave Questo punto di osservazione è localizzato lungo una strada che si spera nel prossimo futuro di trasformare in sentiero. Per adesso bisogna necessariamente percorrerla per arrivare al punto di partenza. Da qui avete una testimonianza del primo tentativo storico, compiuto nel 1983, di modificare il corso di una colata. Dalle cave e dagli squarci, infatti, che vedete tutto intorno è stato prelevato del materiale che è servito per la costruzione degli argini utilizzati per contenere l'espansione laterale della colata lavica. Da quando è stato istituito il Parco, questo tipo di interventi non sono più consentiti a meno che non ci sia una minaccia gravissima ai centri abitati.Consigli e attrezzatura: E' consigliabile percorrere il sentiero nelle stagioni primaverili ed autunnali preferendole all'estate, troppo calda ed all'inverno spesso caratterizzato da nevicate improvvise. Curare labbigliamento in funzione del clima e del particolare morfologia del terreno: il vestiario dovrebbe essere comodo, tanto da consentire libertà di movimento, ma robusto per evitare graffi. Le scarpe potranno essere più o meno pesanti purché fornite di una buona suola per affrontare il terreno lavico. Non uscire dal sentiero segnalato. Potreste recare disturbo alla vegetazione ed agli animali. Il sentiero attraversa unarea protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante, non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. | |
Consigli e attrezzatura: | |















